• il nostro racconto

    We are Runforever, Gianfranci Cicciù si racconta

    7 marzo 2018

    Porto – Santiago de Compostela – Finisterre – Muxia 2018: Partire per trovare se’ stessi.

    9 mesi insieme ad  un gruppo  di 5 persone tra infermieri e impiegati, avevo deciso di fare il Cammino di Santiago … un sogno da molto accarezzato ma mai concretizzato.

    E la prova che questa esperienza ti segna profondamente è data dal fatto che, appunto, dopo soli 9 mesi lo stesso gruppo persone, età media 60 anni, ha deciso di ripartire.

    La vera domanda è: “Perche si parte?”

    Per condividere un esperienza, forse per ritornare alle origini, per sfuggire alla vita frenetica di tutti i giorni, che qualche volta sembra fatta di apparenza e superficialità. Bastano i primi giorni sul Cammino e si impara che tutto quello che ti serve veramente può stare nello zaino e che il silenzio e la natura ti liberano la mente e rendono più leggero il lungo camminare.

    Ma in realtà non c’è un motivo uguale per tutti, tranne forse quello che se intraprendi questa esperienza, si torna un po’ diversi,  in alcuni casi anche migliori, perche il Cammino è un esperienza  unica che ti cambia dentro ed in modo molto profondo.

    Sarà per questo che il camminare verso Santiago diventa una specie di benefica droga alla quale diventa difficile rinunciare.

    I cammini sono molti e tutti arrivano a Santiago, nella splendida cattedrale dove riposa Giacomo, il primo martire dei discepoli di Gesù.  Ma in effetti con il passare del tempo, oltre ad essere diventato meta di pellegrinaggio religioso, Santiago è diventata una meta spirituale per qualsiasi tipo di persona.

    La descrizione di  questo  cammino è complessa, a meno che non si voglia trasformarla  nell’ennesima guida turistica. Ogni istante, ogni piccola conquista,  trova  la giusta collocazione. Persino la fatica o le vesciche diventano ininfluenti di fronte alla magia del camminare. I paesaggi che si incontrano più che farsi ammirare,  si fanno sentire  in maniera totalizzante.

    Se si è veramente predisposti, I piccoli alberghi dove si condivide la stanza con altri pellegrini , diventano confortevoli, e le serate passate a chiacchierare invece di guardare la televisione diventano momenti  di confronto profondo .

    Quindi niente indicazioni di viaggio, nessun suggerimento.

    Se avete voglia di sfidare i vostri limiti, mettervi in gioco e di soffrire un po’, camminare verso Santiago è l’esperienza che fa per voi.

    La gioia e la magia che rimangono dentro quando si torna, sono il miglior sostegno per il vero cammino che affrontiamo tutti i giorni, quello della vita.   

    Gianfranco Cicciù anni 61

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